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INFEZIONI
RECIDIVANTI DELLE VIE RESPIRATORIE
a
cura del dottor Piero Bini
Specialista in Pediatria
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DEFINIZIONE
AGENTI INFETTIVI
MECCANISMI DI DIFESA
STORIA CLINICA DEL PAZIENTE
TERAPIA DELLE INFEZIONI RECIDIVANTI
ESISTE UNA POSSIBILE PROFILASSI ?
CONCLUSIONI
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DEFINIZIONE |
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DEFINIZIONE |
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Nei
primi anni di vita i bambini contraggono molto frequentemente infezioni
respiratorie.
Per infezione respiratoria si intende un'infiammazione
sostenuta da microrganismi di un tratto qualsiasi delle vie respiratorie.
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Vie
respiratorie: strutture anatomiche con la funzione di assicurare
la ventilazione e la respirazione. Vi appartengono: le fosse
nasali, il faringe, la trachea, i bronchi ed i polmoni. Connesse
con le vie respiratorie si trovano: i seni paranasali, l'orecchio
medio e strutture linfatiche (anello del Waldeyer: vegetazioni
adenoidee, tonsille palatine). Le vie aeree sono tappezzate da
particolari cellule epiteliali, terminanti con ciglia vibratili.
Sono dotate di strutture di sostegno cartilaginee, di una tunica
muscolare contrattile, di cellule produttrici di muco. Le vie
aeree sono inoltre fornite di una popolazione cellulare con
compiti di difesa (vedi più avanti). |
Frequenza
delle infezioni: il numero delle infezioni delle vie aeree è
molto alto in tutti i soggetti, specie nei primi anni di età.
Stabilire dei criteri numerici per determinare i casi in cui le infezioni
respiratorie siano abnormemente elevate è arbitrario. Si considera che
cinque o sei episodi infettivi, con risentimento febbrile, siano di comune
osservazione nei bambini. La frequenza
è maggiore nella stagione
invernale.
FATTORI
ASPECIFICI CONNESSI CON UN AUMENTO DELLA FREQUENZA DI INFEZIONI
RESPIRATORIE
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stato
economico e culturale della famiglia |
stato
nutrizionale del singolo soggetto |
stati
morbosi concomitanti |
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AGENTI
INFETTIVI
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AGENTI
INFETTIVI
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Con
gli atti respiratori penetrano nelle vie aeree e prendono contatto
con l'epitelio un gran numero di sostanze sospese nei gas (l'aria è un
miscuglio di ossigeno, idrogeno, azoto ed altri gas minori): particelle
inerti sotto forma di polveri, prodotti chimici in soluzione o gassosi, microrganismi
(virus, batteri), allergeni.
Condizione perché si produca un'infezione è il contatto con un
microrganismo. La frequenza dell'infezione dipende quindi dalla circolazione
di microrganismi nell'ambiente. Tanto più essa è elevata, tanto
maggiori sono le probabilità di un'infezione. Alcune situazioni
ambientali appaiono connesse con il ripetersi delle infezioni:
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affollamento
(la concentrazione di più persone nello stesso ambiente aumenta
la probabilità di trasmissione di germi) |
cattiva
aerazione, umidificazione,
condizionamento e riscaldamento dei locali. Presenza di polveri,
muffe, fumo,
residui di lavorazioni industriali |
tipo
di comunità frequentata:
(nido, scuola materna, scuola d'obbligo, associazione sportiva
ecc): microepidemiologia |
fattori
epidemiologici generali e stagionali |
Le
vie aeree sono la porta di ingresso abituale per i microrganismi
(ricordiamo le altre: vie digestive, urinarie, cute, congiuntiva, ecc.)
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MECCANISMI
DI DIFESA |
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MECCANISMI
DI DIFESA |
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La
maggior parte delle sostanze inalate vengono eliminate o neutralizzate.
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Una
prima barriera è quella anatomica e funzionale
dell'epitelio respiratorio. Molte particelle rimangono adese al
muco e riespulse dagli incessanti
e rapidissimi movimenti delle ciglia
vibratili che convogliano i secreti all'esterno. Uno sfiancamento
della parete, un'alterazione delle ciglia, la presenza
di muco troppo vischioso, possono compromettere questi
meccanismi e determinare condizioni che favoriscono l'infezione.
Il freddo, il fumo, e probabilmente anche l'inquinamento,
possono interferire con queste funzioni. |
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Una
seconda linea di difesa è costituita da cellule capaci di
inglobare particelle inerti o microrganismi per dissolverli ed
eliminarli. Sono in grado di esercitare questa funzione cellule
che circolano nei capillari (neutrofili, monociti) o sono
presenti nei tessuti (macrofagi). Altre linee cellulari
hanno invece la capacità di verificare l'origine estranea delle
particelle con cui vengono a contatto per indurre i linfociti e le
plasmacellule a produrre anticorpi atti per
neutralizzarle. |
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Una
terza barriera è appunto costituita dagli anticorpi
(circolanti o secreti a livello della parete), cioè proteine in
grado di aderire alle sostanze aventi valore antigenico per
decomporle. |
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Questi
due ultimi ostacoli costituiscono le difese di tipo
immunologico. |
Un
difetto di uno o più di
questi meccanismi compromette in varia misura le capacità di difesa. I difetti
immunologici possono essere congeniti od indotti da
stati infettivi (specie da alcuni virus). Possono riguardare sia l'immunità
aspecifica (cioè rivolta indifferentemente a tutte le sostanze
proteiche riconosciute come estranee) o l'immunità specifica (cioè
limitata ad un determinato antigene).
Un bambino, già nei primi anni di età, è dotato meccanismi immunologici
in grado di rispondere agli agenti infettivi. Questi meccanismi sono
tuttavia ancora in fase di maturazione (per esempio il tasso di anticorpi
si accresce con l'età). La sua inesperienza immunologica può
giustificare il gran numero di infezioni che deve superare crescendo. Si
tratta però di infezioni frequenti, ma non gravi, che non
interferiscono con la crescita.
Le infezioni che si verificano nei soggetti affetti da difetti
immunologici - invece - hanno particolari caratteristiche che le fanno
sospettare. Oltre ad un'inusitata frequenza, le infezioni sono per
lo più gravi (con condizioni generali compromesse, persistenza del
quadro clinico e della febbre) e rispondono male alle terapie instaurate.
Inoltre vengono identificati agenti infettivi non abituali, in
genere ospitati senza danno nell'albero respiratorio.
Alterazioni
dei fattori di difesa
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non
immunologici |
immunologici |
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alterazione
del calibro e funzionalità delle vie aeree, lesioni delle ciglia
vibratili, alterazioni delle caratteristiche del muco. Difetti
metabolici enzimatici |
aspecifici:
difetti delle cellule con potere fagocitico, di cellule killer, di citochine |
specifici:
difetti anticorpali umorali o secretori.
Deficit linfocitari |
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STORIA
CLINICA DEL PAZIENTE |
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STORIA
CLINICA DEL PAZIENTE |
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Va
eseguita con cura, per evitare ingiustificati sospetti ed
accertamenti clinico-biologici inutili. Sembra ragionevole proporre la
stesura di un preciso DIARIO CLINICO
in cui vanno segnalati:
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gli
antecedenti familiari |
le
caratteristiche socio-ambientali |
la
data di esordio delle infezioni recidivanti |
la
frequenza con cui si manifestano, la stagionalità |
gravità,
durata dei singoli episodi e localizzazione infettiva |
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vanno
inoltre annotate le terapie in uso ed il
'consumo' di antibiotici |
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ACCERTAMENTI |
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ACCERTAMENTI
PROPOSTI NEI CASI DI INFEZIONI RESPIRATORIE RECIDIVANTI |
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Nella
maggior parte dei casi, nessun accertamento risulta utile.
Si ricorda che accertamenti possono essere richiesti per verificare:
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uno
stato infiammatorio |
una
causa infettiva |
la
localizzazione o le funzioni |
fattori
favorenti o causali |
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Non
sempre gli strumenti diagnostici sono utilizzati in sequenze razionali. Si
osserva che, talvolta, un'eccessiva
ansietà dei familiari può indurre il medico a cambiare atteggiamento al
solo fine di tranquillizzare i genitori.
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TERAPIE |
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TERAPIE
DELLE INFEZIONI RESPIRATORIE RECIDIVANTI |
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Sono
essenzialmente quelle dei singoli episodi. Cioè prescritte in base ai
sintomi ed alle cause ipotizzate.
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terapia
sintomatologica |
terapia
causale |
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antitermica
antidolorifica (analgesica)
antispastica bronchiale |
antibiotica
antinfiammatoria (essenzialmente cortisonica per via
aerosolica) |
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PROFILASSI? |
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ESISTE
UNA POSSIBILE PROFILASSI? |
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Se
non esistono metodi profilattici generalmente efficaci, è
possibile tuttavia adottare in qualche caso accorgimenti atti a diminuire
il numero delle recidive:
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rimozione
dei fattori favorenti (fumo, affollamento ecc.) |
sospensione
della vita in comunità |
controllo
di foci infettivi (visita ORL, ecc) |
indagini
allergometriche |
Un
discorso a parte meritano le sostanza proposte come adatte alla profilassi
delle infezioni recidivanti delle vie respiratorie. Si tratta di un gruppo
eterogeneo di prodotti che vantano capacità immunomodulatrici. Per
quanto nessuna delle prove addotte non sia esente da critiche, le
sperimentazioni cliniche sembrano provare un beneficio in termini di riduzione
di consumo di farmaci e di episodi morbosi. Rimane quindi al medico
curante la possibilità di adottarli in alcuni casi, pur avvertendo che il
numero delle infezioni si ridurrà comunque spontaneamente con l'età.
Classificazione
dei prodotti 'immunomodulatori' di impiego pediatrico
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metisoprinolo |
pidotimod |
estratti
timici |
estratti
batterici |
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CONCLUSIONI |
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CONCLUSIONI |
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UN
SOGGETTO CHE VA INCONTRO AD INFEZIONI RECIDIVANTI DELLE VIE RESPIRATORIE
PUO' ESSERE GENERICAMENTE DESCRITTO COME UN BAMBINO CHE, NEI PRIMI ANNI DI
VITA, SPECIE ALL'ATTO DEL SUO INSERIMENTO IN COMUNITA', MANIFESTA LA
TENDENZA AL RIPETERSI DI EPISODI FEBBRILI CON SINTOMI DI RAFFREDDAMENTO E
TOSSE.
GLI EPISODI RIGUARDANO PARTICOLARMENTE LE VIE AEREE SUPERIORI, NON SONO
GRAVI, SONO PER LA MAGGIOR PARTE SOSTENUTI DA INFEZIONI VIRALI.
E'
quindi ingiustificata la somministrazione di antibiotici in ogni caso.
SPESSO
SI POSSONO IDENTIFICARE DEI FATTORI FAVORENTI AMBIENTALI E,
PIU' RARAMENTE, SOSPETTARE DIFETTI IMMUNOLOGICI NON GRAVI (PER
ESEMPIO: DEFICIT DI IMMUNOGLOBULINE SECRETORIE DI TIPO IgA), ALLERGOPATIE,
OPPURE PROBLEMI OTORINOLARINGOIATRICI, ANOMALIE ANATOMO-FUNZIONALI.
Quasi mai nei soggetti immunocompetenti, in assenza di particolari
difetti, le comuni infezioni delle vie respiratorie rappresentano un
problema grave, ma il fastidioso ripetersi delle infezioni può
essere alla base di ansietà improprie che detteranno ai genitori ed alla
famiglia un atteggiamento iperprotettivo sfruttato dal bambino e
sfociante in pericolose alterazioni del comportamento e del carattere. |
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INFORMAZIONI SCIENTIFICHE E DIVULGATIVE CONTENUTE IN QUESTO SITO SONO BASATE SULLA NOSTRA
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FAMIGLIA O LO SPECIALISTA |
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