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ISTRUZIONI PER L'ASSISTENZA AD UN BAMBINO FEBBRILE a
cura del dottor Piero Bini |
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DEFINIZIONE |
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Si tratta di un'evenienza molto comune. I bambini, nei primi anni di vita, si ammalano molto frequentemente e, quindi, hanno molto spesso la febbre. Febbre: aumento della temperatura corporea al di sopra di limiti considerati normali:
La temperatura corporea è mantenuta da
complessi meccanismi di termoregolazione che sfruttano due modalità: la
produzione del calore attraverso fenomeni di combustione, la
dispersione del calore dalle superifici cutanee e mucose. La
produzione di calore può essere insufficiente
nei neonati, nei pretermine, nei soggetti malnutriti od in gravi
condizioni; oppure essere eccessiva
(vedi cause della febbre, a cui i centri nervosi di termoregolazione del
bambino sono particolarmente sensibili;
per esempio, stimolazione da parte di sostanze piretogene - come le
tossine batteriche o virali - ).
La dispersione del calore
è insufficiente (colpo di calore per soggiorno in ambienti afosi; eccesso di copertura,
ecc) o eccessiva
(ambienti freddi in condizioni che aumentano la dispersione - come il
bagno, il vento; per vasodilatazione; per esposizione di aree cutanee non
protette. Il bambino ne è predisposto possedendo una superficie molto
estesa rispetto al peso corporeo. E' necessario osservare alcune caratteristiche della febbre (il valore in gradi, la velocità di incremento o di decremento, i fenomeni neurovegetativi associati, la durata, le circostanze in cui compare):
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TECNICHE DI MISURAZIONE |
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Si usano termometri a mercurio od elettronici. Le strisce reattive non consentono una precisione adeguata. Il bulbo del termometro deve essere posizionato alla piega dell'inguine dei lattanti o nel cavo ascellare dei bambini per la rilevazione della temperatura esterna; nel retto od in bocca (in bambini grandi, collaboranti) per la rilevazione della temperatura interna. Il termometro deve rimanere in sede per qualche minuto, mantenendo l'aderenza alle superifici cutanee o mucose. E' più comodo rilevare la temperatura esterna. E' necessario diffidare delle minime elevazioni rilevate per via rettale, talora legate ad una congestione anale. In caso di febbre molto elevata, possono però verificarsi dei fenomeni collassiali che rendono la cute fredda, in questi casi si suggerisce la rilevazione della temperatura interna. Quante volte misurare la temperatura? Ogni volta si sospetti uno stato febbrile. I controlli sono di norma plurigiornalieri (2-3 o più volte durante la giornata) evitando le misurazioni dettate da stati d'ansia od immotivate. In caso di febbricola si deve ricordare che è opportuno rilevare la temperatura dopo un congruo periodo di riposo (almeno mezz'ora da un esercizio muscolare). La temperatura corporea presenta delle spontanee oscillazioni giornaliere (ritmo circadiano), con un aumento relativo nelle ore pomeridiane ed un minimo mattutino. |
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FENOMENI NEUROVEGETATIVI CONCOMITANTI |
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La cute di un soggetto febbrile risente delle variazioni di temperatura: quando la febbre si è stabilizzata la pelle appare arrossata (specie alle guancie), talora asciutta. Durante un brusco aumento di temperatura sono frequenti fenomeni collassiali che la rendono fredda. Possono inoltre comparire brividi (minime contrazioni delle fibre muscolari) che tradiscono la fase di ascesa della febbre. In caso di brusche defervescenze (sfebbramenti) la pelle appare sudata. |
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QUADRO CLINICO GENERALE |
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La febbre deve essere valutata in base ai dati generali: cioè alla storia clinica (durata della febbre, situazione in cui è comparsa, ecc), alle sensazioni del paziente (malessere, prostrazione, stanchezza, inappetenza, cefalea, nausea, dolori, brividi ecc), ai sintomi obiettivi rilevati (che possono essere suggestivi di una patologia). |
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CAUSE DELLA FEBBRE |
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La febbre è un sintomo che può riflettere una serie numerose di cause, quali, per esempio:
Tra le cause è necessario citare la possibilità che la febbre non corrisponda ad uno stato patologico, ma sia provocata dal desiderio del paziente - o da chi collabora con lui - di godere delle attenzioni e del riposo concesse ad un malato. Si tratta molto spesso di giovani adolescenti che hanno imparato a sfregare il termometro o altre semplici tecniche per alterare il valore della temperatura, talora anche con la connivenza dei familiari (Sindromi di Münchausen). |
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CONTROLLO DELLA FEBBRE |
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Non
è sempre necessario controllare uno stato febbrile, tenendo presente che
la febbre è comunque un sintomo
le cui cause vanno identificate. Minime variazioni (fino a 38-38,5 C° di
temperatura esterna) possono essere ben sopportate. In questi casi non si dovrebbero somministrare antifebbrili (antipiretici). Gli
antitermici (antipiretici) hanno - in genere - il valore di una terapia
sintomatica diretta a far 'star meglio' il paziente, senza avere nella
maggior parte dei casi una vera proprietà curativa.
Questo è vero soprattutto per le infezioni che sono l'evenienza più
frequente in età pediatrica. |
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CONTROLLO DELLA FEBBRE - MEZZI FARMACOLOGICI |
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Per
il controllo farmacologico
della febbre si usano prodotti di una vasta famiglia di farmaci dotati di
azioni antitermiche, analgesiche (cioè antidolorifiche),
antinfiammatorie. Sono i cosìddetti FANS (cioè: Farmaci
Antinfiammatori Non Steroidei). Farmaci
potenti, efficaci, ma anche dotati di tossicità e che possono produrre
effetti collaterali discretamente frequenti, legati al loro meccanismo
d'azione. Senza entrare in particolari si può affermare che tutti sono
gastrolesivi (epigastralgie, pirosi, sanguinamenti), e producono disturbi
a carico del tubo gastro-enterico (come nausea, crampi adomminali) inoltre
hanno azione pro-infettiva (per intereferenze sulla cellule del sangue e
sui mediatori della risposta infiamatoria), pro-emorragica (per azione
sulle piastrine e sulle pareti vasali), favoriscono poi il broncospamo nei
soggetti asmatici. Si tratta
quindi di usare questi farmaci con discernimento, utilizzando - in età
pediatrica - quelli che hanno minor probabilità di
produrre effetti collaterali, soppesando i rischi ed i benifici di
una terapia comunque sintomatica (cioè non risolutiva). Il meccanismo
d'azione dei FANS è in parte centrale (sui centri termoregolatori), in
parte periferico (diminuendo la reazione infiammatoria), in parte legato
ad un aumento delle perdite di calore per sudorazione Fra tutti i FANS in commercio da usarsi a scopo antipiretico in età pediatrica le scelte sono limitate a:
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CONTROLLO DELLA FEBBRE - MEZZI FISICI |
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Per
il controllo della febbre con mezzi
fisici: Svestire
il paziente, farlo soggiornare un un'ambiente poco affollato, fresco e
ventilato ed a bassa umidità Un aumento della perdita di calore per conduzione si può ottenere con spugnature (aumento x 5), bagni raffreddati (x 25). Indicate nelle ipertermie al di sopra dei 39,5°- 40° C. Bisogna tuttavia evitare i brividi che inducono un aumento della produzione di calore: si consiglia perciò di usare impacchi, spruzzature d'acqua o bagni che abbiano un gradiente termico (cioè una differenza di temperatura) minina (si usi acqua tiepida). Si tratta di abbassare con gradualità la temperatura (0,1° C / minuto). Arrestarsi quando la T° è < 39° C. Del tutto inutile la borsa del ghiaccio che raffredda troppo un piccola superficie producendo vasocostrizione. Efficaci anche la somministrazione di liquidi freschi (per bocca, per via rettale, per via venosa). Si consiglia inoltre di somministrare per bocca liquidi abbondanti (per ripristinare quelli perduti per evaporazione) e nutrienti (la febbre è indice di un metabolismo molto vivace). |
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COMPLICAZIONI DELLA FEBBRE |
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Una
elevazione eccessiva e repentina della temperatura può essere di per se
pericolosa (al di là delle sue cause) e temibile per le alterazioni
metaboliche che ne derivano, con possibilità di shock, edema cerebrale,
sincope. |
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LE CONVULSIONI FEBBRILI |
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Si verificano soltanto in individui predisposti e possono comparire anche in caso di elevazioni febbrili modeste. Si tratta di convulsioni generalizzate che colpiscono i bambini nell'età di 6 mesi-5 anni. La somministrazione di benzodiazepine o di altri farmaci anticonvulsivanti è suggerita sia a scopo preventivo che sedativo (vedi apposita scheda).
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