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NEURINOMA DEL NERVO ACUSTICO -
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PREMESSE
COS'E' UN NEURINOMA
CRESCITA E CAUSE DEL NEURINOMA
SINTOMI
DIAGNOSI
PAGINA
2
TRATTAMENTO
CONSERVATIVO
LA
RADIOTERAPIA
TRATTAMENTO
CHIRURGICO
LA SCELTA DELL'APPROCCIO
LA VIA T.L.A.
(translabirintica allargata)
LA VIA F.C.M. (fossa cranica media)
LA
VIA R.S. (retrosigmoidea)
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
THIRD INTERNATIONAL
CONFERENCE ON ACOUSTIC NEURINOMA AND OTHER CPA TUMORS (Rome, 1999)
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| TRATTAMENTO CONSERVATIVO |
| TRATTAMENTO CONSERVATIVO |
Accade che alcuni tumori dell'acustico
vengano scoperti occasionalmente nel corso di accertamenti per altre patologie o quando il
tumore è molto piccolo ed i sintomi molto vaghi o addirittura assenti.
Nel caso di tumori molto piccoli ed asintomatici, è logica prima di tutto una politica di
osservazione per valutare una eventuale crescita del tumore nel tempo. Una risonanza
magnetica cerebrale eseguita periodicamente permetterà di documentare una eventuale
crescita del tumore. Dovrà per altro essere discussa con il paziente la possibilità di
un intervento conservativo dell'udito e decidere con lui la migliore strategia da tenere.
Un atteggiamento conservativo è valido anche nelle persone anziane (> 65-70 anni), con
diagnosi di neurinoma senza compressione del tronco cerebrale e senza sintomi acuti (
sordità, vertigini o disturbi dell'equilibrio).
L'attesa e l'osservazione mediante Risonanza Magnetica può essere indicata anche per
pazienti affetti da neurinoma nell' unico orecchio udente o nell' orecchio migliore. A
questi pazienti si farà comunque seguire un corso di lettura labiale, si spiegherà la
possibilità di utilizzare in caso di sordità completa un impianto al tronco cerebrale di
un sistema elettronico per stimolare i nuclei uditivi. Se il tumore dovesse crescere si
deciderà se operare o se indicare la radioterapia. |
| RADIOTERAPIA |
| RADIOTERAPIA |
Trova indicazioni nei piccoli tumori di pazienti anziani o nei casi
di tumori nell'unico orecchio udente. E' una tecnica basata sul principio che una alta
dose di radiazione concentrata su una piccola area pùo arrestare la crescita tumorale
senza interferire sul funzionamento dei tessuti circostanti.La sorgente di radiazione pùo
derivare sia da Cobalto radioattivo ( Gamma Knife ) che da un acceleratore lineare ( LINAC
) . Questo trattamento pùo arrestare per un certo periodo la crescita tumorale ma non fa
scomparire la massa né ne provoca una diminuzione di volume. In alcuni casi, malgrado la
radioterapia, il tumore continua a crescere. La rimozione chirurgica di un tumore
irradiato che continua a crescere pùo essere più complessa e rischiosa di quella di un
tumore non irradiato.
La Gamma Knife è oggi proposta da molti centri come alternativa terapeutica alla
chirurgia. E' però una metodica relativamente recente e certamente facilmente accettata
dai pazienti perché non invasiva. ma prima di confermare scientificamente la validità di
questo trattamento si dovrà avere un controllo più prolungato nel tempo dei casi
trattati. E' peraltro da notare che la Gamma Knife nonè trattamento privo di rischi e
sono riportate in letteratura numerose complicazioni come una perdita uditiva nel 30% dei
casi trattatti, la paralisi o paresi facciale nel 20%, nevralgia del trigemino nel 10% ed
edema cerebrale più ipertensione endocranica nel 10-15%. Ultimamente sono stati segnalati
nel mondo 3 casi di trasformazione maligna del tumore in seguito a radioterapia. Per
queste ragioni, a nostro parere, la rimozione microchirurgica rimane il trattamento
elettivo nei tumori dell'acustico. Nei centri con esperienza consolidata ed operando su
tumori delle stesse dimensioni, i risultati sono paragonabili se non superiori e più
sicuri della radioterapia. |
| TRATTAMENTO CHIRURGICO |
| TRATTAMENTO CHIRURGICO |
Lo
scopo primario della chirurgia del neurinoma dell'acustico è l'exeresi totale del tumore
conservando, ove possibile, l'integrità anatomica e funzionale dei nervi cranici, con la
minore morbidità.
La dimensione e la posizione del tumore sono i fattori più importanti che condizionano
l'adozione di un particolare approccio chirurgico. Le vie d'accesso più diffuse a
disposizione del chirurgo sono
- la via
translabirintica (TLA)
- la via
suboccipitale (RS)
- la via della
fossa cranica media (FCM)
In alcuni casi
particolari, queste vie possono essere modificate o associate allo scopo di garantire
l'accesso più largo e meno rischioso per il paziente |
| SCELTA
DELL'APPROCCIO CHIRURGICO |
| SCELTA DELL'APPROCCIO |
| Vari
fattori possono condizionare la scelta di un approccio chirurgico; fra questi le
dimensioni, il rapporto del tumore con il C.U.I., l'età e le condizioni generali del
paziente. 
Figura
4: Algoritmo per la selezione dell'approccio chirurgico nella chirurgia del neurinoma |
I
pazienti con buon udito pre-operatorio e con tumori di piccole dimensioni vengono
sottoposti ad una audiometria vocale per vedere l'intellegibilità della parola ed
eventualmente decidere in merito alla possibilità di una conservazione dell'udito
possibile solamente con la via della fossa cranica media o la via retrosigmoidea. Nei casi
di grandi tumori con udito presente, adottiamo una via translabirintica perchè
l'esperienza ci insegna che, oltre 2 cm. di dimensioni tumorali, la conservazione
dell'udito è un'eventualità rarissima, e i pochi casi ove questo è successo si
conservano residui uditivi che non sono di nessun utilità pratica nella vita sociale e
quotidiana

| Figura 5: In
rosso la via translabirintica (TLA); in verde la via restrosigmoidea (RS). Il
cervelletto è interposto tra chirurgo e tumore nella via RS mentre l'approccio della via
TLA non richiede la compressione delle strutture cerebrali |
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| VIA
TRANSLABIRINTICA ALLARGATA |
| VIA TRANSLABIRINTICA ALLARGATA (TLA) |
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| Figura 6: Via
Translabirintica. Schema che rappresenta l'estensione della via classica
proposta da House e Brackmann e della via translabirintica allargata come
è stata sviluppata dal Gruppo Otologico. SS=seno sigmoide, CO=colea, VII=n. facciale. A
sinistra i nervi cranici controllabili (dal V all' XI), a destra le arterie sotto
controllo di questa via (BA=basilare, AICA=a. cerebellare antero-inferiore, PICA=a.
cerebellare postero-inferiore, VA=a. vertebrale) |
Indicazione:
la via translabirintica allargata come è stata modificata nel G.O. con l'esperienza
acquisita operando centinaia di casi, è l'intervento elettivo in tutti quei pazienti che
hanno già perso l'udito indipendentemente dalle dimensioni e che presentano una
discriminazione vocale molto scarsa.

| Figura 7:
Neurinoma grande con indicazione a via translabirintica allargata |
E'un
approccio che si esegue attraverso la rocca petrosa senza neccessità di una compressione
delle strutture nervose ( cerveletto o fossa cranica media ) e trova inoltre
indicazioni precise nei pazienti anziani o con condizioni fisiche generali scadenti.
Questa via permette una identificazione precoce del nervo facciale al fondo del
condotto uditivo interno, preziosa particolarmente nei casi di tumori grandi. La via
d'accesso comincia con una incisione retroauricolare. Si procede, dopo una mastoidectomia
totale, a scheletrizzare la dura della fossa cranica media e della fossa posteriore pre e
retro-sinusale.
Figura 8: Incisione cutanea della via translabirintica
allargata (rosso). In grigio l'area di osso che viene rimossa. La dura della fossa media e
la dura della fossa posteriore retrosigmoidea vengono scoperte per almeno 3 cm. |
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La
rimozione del blocco labirintico posteriore porta il chirurgo direttamente sul condotto
uditivo interno (C.U.I.) con tutto il suo contenuto. Il tumore viene così raggiunto per
via totalmente extradurale.
L'apertura della dura e, l'identificazione dei poli tumorali, permette la riduzione
intracapsulare del tumore, poi si procede alla sua dissezione dalle strutture vascolari e
neurologiche dell'angolo ponto-cerebellare.
La conservazione delle arterie e delle vene è un compito delicato che necessita di
un'ampia esperienza di microchirurgia. Un'occlusione o la rottura di questi vasi può
arrecare gravi disturbi neurologici al paziente e, nei casi estremi, l'emiplegia o la
morte.
Il nervo facciale, di solito compresso e spinto in avanti dal tumore, viene identificato
anche a livello della sua radice al tronco cerebrale quindi lo si disseca, avendo a
disposizione due punti di repere fondamentali, fino a liberarlo completamente. Una volta
rimossa completamente la capsula tumorale, si esegue una emostasi accurata per evitare
qualsiasi emorragia post-operatoria. La cavità chirurgica viene colmata con strisce di
grasso prelevato dall'addome. L'attico, dopo la rimozione dell'incudine, viene obliterato
con periostio per evitare la liquorrea (perdita di liquidi cerebrali attraverso la
comunicazione dell'orecchio medio con il naso o attraverso la ferita operatoria).

| Figura 9: a
sx: neurinoma cistico di circa 4 cm. A dx esito dell'intervento per via translabirintica
allargata. |
Grazie
al raffinamento della tecnica chirurgica, la liquorrea post-operatoria è diventata molto
rara nel nostro centro (0 % negli ultimi 250 casi consecutivamente operati di
quest'approccio su un totale di oltre 500 pazienti operati di neurinoma).
A fine intervento, la via d'accesso viene chiusa in più strati ed il paziente svegliato e
trasferito nell'unità di terapia intensiva dove il paziente resterà una notte.
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| VIA DELLA
FOSSA CRANICA MEDIA (FCM) |
| VIA DELLA FOSSA CRANICA MEDIA (FCM) |
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| Figura 10:
preparato anatomico dell'approccio della fossa media. CUI= condotto uditivo interno con il
pacchetto acustico facciale, gg= ganglio genicolato del nervo facciale, i-m= incudine e
martello nell'attico dell'orecchio medio, css=canale semicircolare superiore |
Trova
indicazione nei pazienti con tumori localizzati dentro il C.U.I., occupandone tutta la sua
lunghezza o sporgendo al massimo di 0.5 cm. nell'angolo ponto-cerebellare. E' indicata per
quei pazienti con udito normale, buona discriminazione vocale e potenziali evocati normali
o con lievissime alterazioni. Consiste in una incisione pre-auricolare con estensione in
sede temporale, la creazione di un opercolo osseo (craniotomia) e la retrazione del lobo
temporale protetto dalla dura.
Figura
11: In rosso: incisione cutanea nella via della fossa media allargata.
La rimozione dell'opercolo osseo è in grigio. |
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Il condotto uditivo interno viene esposto nella sua faccia superiore in
modo da controllare tutto il suo contenuto ed asportare il tumore. Durante l'intervento il
nervo acustico viene monitorizzato con un particolare sistema di registrazione on-time dei
potenziali evocati uditivi. Il chirurgo può così sospendere le manipolazioni sul nervo
acustico se compaiono segni di sofferenza e riprenderle non appena il tracciato si
stabilizzi. Nonostante queste precauzioni la possibilità di conservazione dell'udito
uguale a quello pre-operatorio non supera il 40-50 % di probabilità. Il punto debole di
questa via rimane il maggior rischio di una paresi o paralisi facciale rispetto alle altre
due vie d'approccio e la limitazione legata al'età del paziente, infatti non può essere
utilizzata sopra i 65 anni per il maggior rischio di lesioni del lobo temporale. |
| VIA RETROSIGMOIDEA (RS) |
| VIA RETROSIGMOIDEA (RS) |
| Trova indicazione nei tumori che invadono solo la parte mediale del
condotto uditivo interno, con un buon udito e buona discriminazione vocale. Il tumore non
deve superare 1.5 cm. nell'angolo ponto-cerebellare, dimensione critica per le
probabilità di conservazione di un buon udito. 
| Figura 12:
Neurinoma di piccola dimensione a crescita mediale senza interessamento della parte
profonda del condotto uditivo interno. Indicazione a via retrosigmoidea con discrete
possibilità di conservazione dell'udito |
L'intervento
si esegue praticando una incisione retroauricolare, seguita da una craniotomia
retrosigmoidea. L'apertura della dura e la fuoriuscita del liquor cerebrospinale permette
al cervelletto, interposto fra chirurgo e tumore, di retrarsi e facilita le fasi
successive dell'operazione.
| Figura
13: In rosso, incisione della via retrosigmoidea.In grigio, la rimozione dell'opercolo
osseo. |
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Una
volta rimossa la porzione del tumore che si estende al di fuori del condotto uditivo
interno nell'angolo ponto-cerebellare, si procede alla fresatura del bordo posteriore del
meato acustico interno per ottenere il controllo della porzione intracanalare del tumore.
La fresatura del labbro posteriore del C.U.I. sarà solo parziale, altrimenti si
rischierebbe l'apertura del labirinto e di conseguenza la sordità. Anche con la via
retrosigmoidea è possibile conservare in una piccola percentuale di casi l'udito
preoperatorio ma è possibile un peggioramento della capacità uditiva anche a distanza
dall'intervento (vedi classificazione). La conservazione del nervo facciale presenta gli
stessi rischi dell'accesso translabirintico mentre sono più elevati i rischi per i nervi
misti e l'incidenza della liquorrea postoperatoria. Altro inconveniente di questo
approccio è la exeresi incompleta del tumore (nel 10% dei casi), con possibile crescita
nel tempo e necessità di un secondo intervento. Da non sottovalutare, é la cefalea
post-operatoria documentata nei vari centri che eseguono questo tipo di approccio.
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| CONSIDERAZIONI
CONCLUSIVE |
| CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE |
L'unico trattamento radicale per i tumori del nervo acustico è
l'asportazione chirurgica. Più precocemente vengono diagnosticati e rimossi, minore sarà
la possibilità di avere complicanze talora gravi.
Molti pazienti lamentano una perdita uditiva unilaterale, rumori nell'orecchio e
difficoltà nell'equilibrio ma per fortuna solo raramente questi sintomi sono dovuti ad un
tumore del nervo acustico. In ogni caso sospetto è necessario un attento screening
otoneurologico per escludere la malattia o diagnosticarla precocemente. Troppo spesso,
ancora oggi, una diagnosi esatta viene raggiunta solo quando il neurinoma del nervo
acustico ha raggiunto subdolamente dimensioni notevoli.
Una volta diagnosticato il tumore, il problema deve essere affrontato ed il
paziente deve decidere di consentire all'intervento dopo essere stato informato di tutti i
rischi che tale operazione comporta, senza dimenticare comunque le conseguenze che
il tumore non trattato può provocare.Questi informazioni derivano
dalla nostra esperienza personale, basata su oltre 500 casi trattati dal nostro gruppo. Se
avete delle domande relative al neurinoma dell'acustico o desiderate ulteriori
informazioni, non esitate a contattarci e a discuterne con noi. |
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INFORMAZIONI SCIENTIFICHE E DIVULGATIVE CONTENUTE IN QUESTO SITO SONO BASATE SULLA NOSTRA
ESPERIENZA E RIFERISCONO OPINIONI PERSONALI. IN OGNI CASO CONSULTARE IL PROPRIO MEDICO DI
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